appena nato dalla parte di sotto, questo blog è un inno alla parte sbagliata. quella che riguarda un po' tutti, bene o male. ma senza pretese

giovedì 6 novembre 2008

Ego-lution

Nota per il lettore. Quanto di seguito riportato è stato tratto da un biglietto trovato in una bottiglia lanciata allo sbaraglio in un torrente in piena lungo una discesa d'asfalto. Dibattito post atomico o frammento di discussione adattato a me stesso, letteralmente "emerso" durante una sera che definisco "primordiale".
Personaggi cibernetici:
Interlocutore e ragionatore: voce narrante, l'ego della bottiglia.
Interloquito: Spessotto, eroe in balia delle onde.
Perduto Navigante: fedele servitore dell'eroe Spessotto.

Quasi tre mesi, circa il novanta per cento di un'intera stagione.
- Perduta la direzione, Spessotto?
Liberamente predisposto al cambiamento.
Il timido passaggio dall'estate all'autunno ha depositato esigue scaglie di sole sulla mia pelle di lucertola. Tonalità del corpo ingannevoli. Il viso che assume un colore sbiadito non è il segno di un'incipiente paralisi d'animo, solo una reazione all'assenza di stimoli pro melanina. Pelle scolorita, impossibilitata a ricevere neppure una esile manciata di raggi solari nel lasso di tempo di un'intera estate.
- Eppure qualcuno ti vede meglio, sembri più alto.
Meno ingobbito dalla gravità del tempo morto stecchito.
Esteriormente una tinta immutata, dunque, ma con più O2. Diaframma dilatabile, movimento elastico che si apre e si allarga per fare entrare un'aria liberatoria, respiro che stuzzica pleure danzanti, rimbalzano le molecole di ossigeno le une sulle altre come in un'esplosione in grado di dare più lucentezza agli occhi.
- Noto da qualche tempo meno venature rosse, meno capillari sul bianco.
Ossigenato nel cuore.
Addosso, insistentemente gli stessi abiti di agosto. Ai piedi l'unica differenza, un paio di anfibi nuovi, ma del modello di sempre. Pare vi sia solo un po' meno luce all'esterno e l'acqua non ha mai smesso di gettarsi dal cielo.
- Perchè dunque ritorni a noi, Perduto Navigante?
(Risponde P.N.)
Il punto d'attracco, interlocutore, decisamente cambiato!
Essenzialmente, ho aggiunto una doppia variabile alla mia terza vita.
La prima, in progetto da tempo, è in fase di ultimazione. La casa semi pronta ad accogliere giornate viste da angolazione diversa. Con la seconda variabile cambia non solo l'angolazione, ma tutto il sistema si inarca in una curva vertiginosa, esponenzialmente capace di progredire alle stelle se messa in relazione alla prima. Ho messo il naso in un nuovo lavoro, impegnativo oltre misura ma reggo ancora bene. Sento anche riprendersi il ritmo del corridore che non ricordavo.
- E cosa fai nella vita? (chiede incuriosito P.N.)
Confidenzialmente, costruisco e distruggo. Consumo e produco energia atta ad essere divorata di nuovo. Ebbene cavalco lo spirito del mio tempo, cosa volete che sia. Ogni individuo ne è inesorabilmente addestrato! Ma è ancora possibile mutare se non l'intero processo, almeno la singola azione. Non importa chi sei e quello che hai. Considera per una volta il come, in che modo sei e cosa dai in più a quello che hai. Considera l'angolazione delle cose.
Assolutamente vero, produco e consumo, ma anche la più derelitta tra le omologhe vite può levarsi in uno slancio letterario. Ogni risvolto può elevarsi a letteratura, la fatica soprattutto e il lavoro e la vita nuova e quando ciò accade l'esistenza raggiunge il suo imprevisto amplesso creativo.
E tu prendi nota, mio servitore. Dai fiato all'essere che assorbe luce se posto a mezzogiorno, prende colore ogni volta che vive, rivive, si sgretola come il cielo nel vento in centinaia di esseri immaginari che l'uomo ha chiamato nuvole. Ogni volta che muta, che cambia la voce, tu prendine il tono. Non riportare te stesso, forma la creta che ti racconto, obbedisci e ogni tuo desiderio avrà soddisfazione.

venerdì 8 agosto 2008

Faccioni

Beh, non è niente male questo Facebook. Quante facce, pensavo che il tempo le avrebbe cambiate e invece sono sempre loro. Non sono ancora molto pratico, ma ho ritrovato alcune persone sparse per il web, tra queste pure mia cugina americana che avevo dato per dispersa, fantastico...Certo, come tutte le cose innovative per me o diventerà una droga oppure mi scazzerò entro breve. Però, per il momento, è divertente. Enjoy it!

mercoledì 6 agosto 2008

Pigi

Accade che una sera d'agosto ti ritrovi con meraviglia a casa di sconosciuti, coniugi ognuno con una propria vita scorticata. Lei rumena dai capelli viola, una tinta fatata per nascondere il grigio invadente della vecchiaia anche su una pelle tirata est-europea. Lui evidentemente canuto, sbiadito in capo ma non sul viso, ancora rosso-iroso-sanguinolento.
Uso termini appropriati per come mi sono apparsi immediatamente quei due personaggi, trattandosi di tale categoria di creature immortali.
Donna triste Marga, d'importazione, la voce pietosa e rotta da un crollo emotivo per la durezza dell'uomo. Il suo compagno, colui che ha rapito quasi tutta la mia successiva attenzione. Uomo di strada, umiliato dalla vita, offeso, quasi ottocentescamente russo. Triste come non mai, perchè incazzato nel profondo e truculento nel gesticolare e nell'iperbole dei suoi atteggiamenti.
Forse si tratta di Pigi. Sceneggiatore, romanziere in bolletta, poeta, compagno comunista, il vecchio Paolo etc..., iroso radicale, ateo, esoterico, sulla perduta via del demonio che pare abbia preso il sopravvento sulla sua anima negli anni della senilità.
Non so cosa davvero lo abbia portato a tale tristezza, un'insofferenza per l'ingrato destino di un illuso grande uomo, un'arretratezza che non ha eguali nel riferirsi alle lotte, agli amori, alle esperienze geniali e scellerate dei suoi anni settanta.
Non li sopportavo, quegli occhi di fumo, così come la mia indole più salutistica in questo periodo non ammetteva per nulla al mondo la presenza di quel sigaro scortese.
Ho odiato quella bocca larga e guastatrice, rimpianto il mio impossibile momento di amore sulle labbra di Carmen, così troppo lontana da me quella sera, da quelle strade scure che dilatano il cuore di Cavona nel perso del bosco.
Ho temuto, lo giuro, un agguato nella sua camera sudata, atrofizzata in cima a un groviglio di scalini fatti per reggere una sola persona alla volta. Ho rovistato tra i dischi alla ricerca di sicurezza che solo la musica in certe situazioni sa dare. Come per un effetto alchemico ho sentito la plastica diventare bronzo, uno scudo armonico e possente atto a proteggere il mio animo nudo e ingenuo in quell'aria crepuscolare.
Non ho trovato nulla che fosse sicuro, nè intorno alla mia figura contratta, nè dentro il torvo delle sue parole sputate come una spessa tela di ragno, in quelle stanze morte. Ma ho la certezza che non lo abbia notato, preso dal suo io rigonfio, come un membro alla ricerca di sgualdrine, oppure una nave spezzata in brandelli nel maremoto. Questa è la storia spremuta della sua vita, una catastrofe marina, lunga una notte intera, ricolma di sale e dolore.
Eppure Gino pare si sia fidato. Gino il ligure, il mediterraneo. E forse anche per questo oggi risiede per me tra gli immortali.

Biografia contratta di Pigi, tratta da Tex "Il marchio di Satana" n. 248, anno 1981.
Paolo Ghelardini nasce a Roma il 29 settembre 1944. Vive in Lombardia dal 1950. Si laurea in Lettere e nel contempo fa esperienze in svariati campi. E' investigatore privato per "L'investigatore Commerciale" e paroliere di musica leggera. L'incontro con Fulvio Scocchera e Silverio Pisu lo porta ai fumetti. Collabora con i Fratelli Fabbri come giornalista e scrive le sceneggiature di "Messalina" per la RG. Nel 1972 scrive parecchi copioni di genere horror per la Edifumetto. Riprende per la Ediperiodici i personaggi di "Bonnie" e di "Goldrake". Sempre per lo stesso gruppo editoriale sceneggia "Oltretomba", "Terror", "Terror Blu", "Storie Blu" e "Storie Nere". Nel 1973 l'editore Viano gli affida "Vartan" che sceneggerà fino al 1977, oltre alla nuova serie di "Misterlady". L'indiana bionda è resa graficamente da Sandro Angiolini, mentre il nuovo eroe bisessuale è interpretato da Leonardo Gagliano e da Enea Riboldi. Nel 1973 per la UP International di Torelli-Fasani dà vita a "Johnny Honda", eroe contestatore in moto disegnato da Renzo Savi ed Edoardo Morricone, nonché a una personale interpretazione della vita di "Petrosino". Per lo Studio Origa scrive "Rolly Royce" e "Lady Lust". In collaborazione con Pisu sceneggia "Tom Boy", disegnato da Nadir Quinto e ospitato sulle pagine del "Corriere dei Ragazzi". Ancora per la Edifumetto sceneggia "Frankenstein", "Lupo Bianco", "Candida", "Pompea" e parecchi episodi di "Vampiro", "Vampirissimo", "I Notturni". In collaborazione con Remo Pizzardi scrive gli ultimi trenta episodi di "Lucifera", disegnati da Marchioro. Su "Eureka" pubblica la storia "Portafortuna" con disegni di Piercalo Macchi. Per "Adamo" ha creato i personaggi di "Jonesco" e "Angel & Angel" resi graficamente dallo Studio Origa. Suo hobby prediletto il cinema in super-8. Si firma con lo pseudonimo di "Pigi".

venerdì 1 agosto 2008

Paura, eh?

In questo periodo si fa un gran parlare della mancanza di sicurezza nelle città italiane, a detta dei ns. governanti priorità assoluta e imprescindibile.
E in effetti come dar loro torto: in Italia siamo talmente ingenui e minuti da aver paura di tutto, vero? Abbiamo paura ad esempio dei rumeni, tutti sia chiaro, perchè (a noi!) non piace fare distinzioni, ma non di quei padroni che li assumono in nero e gli fanno fare il lavoro per quattro finché durano; degli zingari che ci rubano le grondaie e i risparmi in casa, ma non di quei banchieri che ci risucchiano tutto il possibile come facevano (una volta?) gli usurai.
Abbiamo paura di invecchiare da soli e così lasciamo che tanti giovani non abbiano uno stipendio regolare per trovarsi una casa, così ce li possiamo tenere stretti in famiglia (la nostra, perchè loro non se la possono permettere).
Siamo terrorizzati da assassini che affollano luoghi di vacanza, spacciatori e stupratori che si aggirano per le strade come nei thriller. E per sentirci al sicuro mandiamo i soldati novelli sulle strade a difenderci dai maniaci, dai pazzi, dai drogati.
E non muoviamo un dito quando cercano di convincerci di tutte queste temibili insidie con tutti i mezzi, ce le fanno vedere al TG, ci condiscono tutti i programmi televisivi possibili con le più improbabili situazioni pericolose così da farci credere di vivere non in Italia ma, non so, in quei quartieri di Rio dove gli Squadroni della morte ammazzano i bambini e li lasciano per strada o magari nella savana africana.
Non abbiamo paura invece che da un giorno all'altro possano essere cambiati gli articoli cardine della Costituzione come già si è tentato di fare due anni fa. Che qualche piduista risorga dalle ceneri dopo aver conquistato il controllo dei mezzi di informazione (vedi "Piano di Rinascita Democratica" -fondamento della P2 dei tesserati Berlusconi-Cicchitto e soci).
Non pensiamo che l'uso dell'esercito per le idiozie possa essere un pretesto per poterlo mettere al momento giusto a presidio dei palazzi di governo come hanno fatto nella storia tutti i migliori dittatori.
E' un periodo che non dormo più tranquillo come una volta. Perchè mi sto rendendo conto che forse davvero è il caso di iniziare ad avere paura.

sabato 26 luglio 2008

Alì Ba Bà

Per alzare lo scudiscio occorrono le mani, se lo ricordi Ali Ba Bà...A quando un referendum sulla legge del taglione?

mercoledì 23 luglio 2008

Traveggola pomeridiana

Non ci sono salito, ma ci sono arrivato vicinissimo. Era lì ferma eppure così viva, di ferro che sembrava battuto, nera come un'amazzone, incatramata all'asfalto di un piazzale confusionario. Tra scatoloni ammassati, rottami da riciclo, un'imponente Dodge decappottabile piazzata all'ingresso di un magazzino per rigattieri. Sogno o son desto, è targata in arabo, idiogrammi in rilievo, tre lettere indicano SIR che forse sta per Siria? Una certezza, se non è un falso: esiste una Dodge mediorentale di non so quale anno parcheggiata fuori dal Portobello di Cuveglio, andate a vedere. Carrozzeria d'ebano, lucente, di ferro pesante, ruote alte mezzo metro e larghe per sopportarne l'avanzare imponente. Pare sia funzionante. Sedili rivestiti violetto, spudoratamente invitanti. Un po' signora del piazzale, un po' puttana questa Dodge pomeridiana. Due larghe pedane di legno invitano a montare sul destriero a motore, a impugnare il volante e la manopola del cambio allungata come un arto nel centro dell'abitacolo. Avrei potuto anche salirci, c'era un uomo che la faceva sua a parole e quasi mi ci buttava dentro per il gusto dell'iperbole. Ma ho resistito, dato lacrime agli occhi prosciugati dal caldo, e ho pensato per un attimo ai capogiri che colpiscono alcuni beduini nel deserto del Sahara. Lasciandomi a mollo nei miei gorgheggi esistenziali, quelli che amo ascoltare da solo quando mi dedico esclusivamente a un impegno fisico e non mentale, ho varcato la soglia della mia auto -piccolissima e grigia-, azzerato i pensieri guidati e fatto rotta verso casa, la coda dell'occhio fisiologicamente attenta a imbrigliare i dettagli di ciò che intorno è fugace.

martedì 22 luglio 2008

Poca trippa per gatti

Un mese e un giorno d'estate e date le disarmanti condizioni atmosferiche finora ho fatto visita una sola volta alla spiaggia di Cerro...Solo una nota positiva: pare che almeno quest'anno los vigilantes dal taccuino caldo gireranno al largo...